Tempo-di-lockdown

Come tutti noi sappiamo durante il Lockdown le nostre abitudini sono cambiate. I nostri ritmi sono cambiati, al mattino ci si svegliamo più tardi e di conseguenza andiamo anche a letto più tardi. Certo, queste dinamiche non valgono per tutti, ma per buona parte di noi sicuramente è così.
Durante questo Lockdown ho notato che molte delle abitudini (sia mia che delle persone che conosco e dai feedback dei social) sono cambiate, gran parte di noi si è sbizzarrito nella creazione di nuove ricette. Diciamo che in molti di noi, sul web, è nata la passione per la cucina. Infatti se ricordate, durante i mesi primaverili di reclusione, uno degli ingredienti che sono spariti letteralmente dagli scaffali dei supermercati, è stato proprio il lievito di birra (seguito dalle farine di vario tipo).

Il Lockdown ha cambiato molte delle nostre abitudini o come piace chiamarli a me, i nostri riti. E per molti questo è stato l’inizio di un vero dramma personale perché difficilmente l’essere umano si abitua facilmente al cambiamento. Siamo affezionati alle nostre routine.
Il distanziamento sociale che ci è stato imposto (anche qui in Svizzera) ha separato le persone, messo una barriera sugli affetti, e in un certo qual modo, creato terrore nelle persone.
Un terrore mediatico creato dalla stampa (off e online) dai social e dai media tradizionali.
Il Lockdown ha portato alla chiusura di ristoranti, negozi, attività professionali di vario genere…una grande nota negatività per l’economia.

Ma vi starete chiedendo perché ho voluto scrivere questo articolo:

Il punto è che siamo mammiferi e abbiamo bisogno di socializzare, senza questo tipo di attività ci annoiamo, non poter più andare semplicemente a bere un caffè o a cena fuori una sera, porta molti di noi ad avere un atteggiamento negativo, con tendenze depressive.
Stare a casa per un tempo così prolungato ha effetti molto singolari sul nostro stile di vita e su come siamo abituati a percepire la realtà. Molti di noi, non lavorando o lavorando molto meno, hanno dovuto fare i conti con buste paga molto più leggere, che spesso non erano sufficienti a coprire le spese di cibo e bollette (personalmente credo che certe dinamiche non dovrebbero mai accadere e che lo Stato dovrebbe prendersi sempre la responsabilità di aiutare le persone in difficoltà economica), nessuno, in uno Stato civile e democratico, dovrebbe patire la fame nel 2021.

Ma tornando a noi, le persone in questi mesi si sono annoiate davanti alla tv e su internet, cercando più notizie e leggendo anche molti più articoli del solito, generando così gradi di popolarità inaspettati per diversi blog/siti, che contenevano articoli interessanti o ricette ed altri che si occupavano di argomenti di attualità, dando la propria visione della situazione (condivisibile o meno).
Durante i primi mesi del Lockdown ho navigato su internet, cercando informazioni soprattutto su come migliorare il mio stile di scrittura, aumentare le visualizzazioni del mio blog ecc…
Mi sono concentrata soprattutto su come scrivere di viaggi in un momento come questo in cui è impossibile viaggiare, volevo cercare spunti creativi per parlarne (anche se non sappiamo bene come andrà nel prossimo futuro).
In questi mesi ho anche riflettuto molto sui possibili benefici che possiamo aver riscontrato dai sacrifici che ci hanno imposto. Secondo voi sono serviti qualcosa?
Il piano vaccinale sarà realmente efficace? Funzionerà anche per tutte le varianti nuove che usciranno?
Saremo costretti a tenere la mascherina ancora per svariati anni?
Quale sarà il nostro futuro?
Lo smart working diventerà per molti l’unica realtà di lavoro possibile?
Ritorneremo presto a viaggiare in sicurezza?

Cose ne pensate voi? Attendo le vostre riflessioni


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